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Local.ImcAbruzzoGlossarior1.3 - 01 Jul 2007 - 21:12 - SpleeNtopic end
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ImcAbruzzoGlossario

Glossario

Qui, per comodità, possiamo scrivere un po' il significato di quei termini che usiamo e che magari non tutt* conoscono, utile soprattuto per i nuovi arrivati. Di glossari del genere dovrebbero esisterne diversi in giro. In particolare ce n'è uno (di Carloz) da cui le definizioni che seguono prendono molto.

Table of content :

Glossario di termini indyani

(still work in progress)

Asterisco:

1. viene usato come sostitutivo dell'ultima vocale di una parola che ne designa il genere (maschile/femminile), per una precisa volontà di eliminare "residui" sessisti anche dalla lingua che si parla quotidianamente, o almeno, che si scrive. E' figlio della pratica, diffusasi in precedenza e in altri ambiti di scrivere "lui/lei" e "salve a tutti/e". Questa stessa aveva lasciato il posto, in certi ambienti della telematica alternativa e solidale, dall'utilizzo della chiocciola: "ciao a tutt@". Indymedia ha introdotto e diffuso la variante asterisco, attualmente non è usato solo in Indymedia («attivist* = attivste/i; tutt* = tutte/i; alcun* = alcune/i; etc..»). 2. All'inizio e alla fine di una parola, l'asterisco evidenzia, come un "grassetto", il termine. Alcuni programmi di posta elettronica, come Mozilla Thunderbird, riconoscono questa funzione evidenziando la parola («Io credo che di fronte ai *deliri* sia sbagliato incazzarsi») 3. Modo di mandare uno o piú baci virtuali. E' una delle tante evoluzioni delle faccine - smiley - (":**")

Admin:

da ing. administrator che significa "amministratore" 1. attivista con privilegi di accesso all'area di amministrazione, dotato di username e password personali, che gestisce la colonna centrale e/o il newswire («Toglietemi dagli admin, o ridatemi la pass»; «Creato nuovo admin») | 2. interfaccia di amministrazione del sito web: area riservata, finalizzata all'amministrazione via web del sito IMC. («Ho provato ad andare in admin ma non riesco. Qualcun'altro puó?») | 3. gestore di una delle mailing list di Indymedia Italia («Scrivi direttamente agli admin della lista»).

Autismo:

passare molto tempo interrottamente al computer, impegnati nello sviluppo della parte tecnica di un progetto. Piú in generale, atteggiamento di chiusura verso l'esterno, finalizzato a dedicarsi incondizionatamente allo sviluppo o mantenimento di una attivitá svolta via computer («Autismo fino alla vittoria»; «Posso dedicare un paio di giorni di autismo pesante a finire le ultime cose»).

Btw:

acronimo dell'espressione inglese by the way. Significa "comunque", "in ogni caso". («Btw, se il forum odia tanto questa lista cosa aspetta ad emanciparsi?»).

CMI:

acronimo di "Centro Media Indipendente", equivalente italiano (e di altre lingue neolatine) del più noto IMC («CMI-Brasil; CMI-Toscana»).

Cost-sharing:

procedura di livellamento delle spese di viaggio da sostenere per partecipare a una Assemblea Nazionale di Indymedia, per cui tutti gli attivisti finiscono per spendere la stessa cifra: viene calcolato il costo medio, e le varie persone versano o ricevono, a seconda dei casi, la differenza («Il cost-sharing per funzionare deve essere partecipato»; «Pensavo che ormai fosse assodato che il cost-sharing si faceva»).

Crossposting:

da ing. to crosspost, qualcosa di simile a "pubblicare incrociato". Pratica, fortemente sconsigliata, di spostare un thread da una mailing-list ad un'altra, contando sul fatto che la maggiorparte degli iscritti alla seconda sono anche quelli della seconda. E' proprio per questo, comunque, che si creano i maggior disagi. A volte, tuttavia, può essere una pratica voluta, da usare con parsimonia, per spostare l'ambito della discussione.

Cyborg:

uomo bionico, essere umano robotizzato. Termine usato in Indymedia per designare attivisti particolarmente produttivi, in grado di contribuire al progetto per giorni, senza soluzione di continuitá, con necessitá limitatissime (post-umane) in termini di cibo, sonno, et cetera. («Gli incontri faccia a faccia hanno un surplus relazionale che neppure i piú cyborg di noi sanno negare»).

Disclaimer:

messaggio di de-responsabilizzazione. E' il testo contenuto sul sito di Indymedia - in fondo alla pagina - che specifica che l'IMC non si assume alcuna responsabilitá legale per i contenuti pubblicati dagli utenti. Con un significato piú generico: testo di spiegazione, avvertenza («Ma non c'é una contraddizione in termini nel disclaimer attuale?»; «Insomma mettere una sorta di disclaimer o quant'altro»).

Editing:

da ing to edit propriamente "modificare", in Indymedia (ma non solo) è italianizzato anche con "editare". 1. Procedura, applicabile solo nei casi previsti dalla policy editoriale, attraverso la quale gli amministratori del sito modificano il testo di un articolo del newswire. 2. Tecnica di occultamento dei volti e dei segni particolari che rendono facilmente riconoscibili manifestanti (ma non solo) applicata su materiale video-fotografico per una precisa volontà di difenderne la privacy. E' vivamente consigliata dagli attivisti di Indymedia, in Italia soprattutto a seguito dei fatti del vertice G8 tenutosi a Genova nel 2001 («ho editato nomi nel post arresti»; «L'unico problema è che bisogna editare le facce»).

FAQ:

acronimo di Frequently asked questions, da ing. letteralmente "Domande fatte frequentemente". E' la sezione del sito in cui si riportano le domande (e le relative risposte) che più frequentemente gli "esterni" pongono, o si suppone possano porre, ai partecipanti al progetto. Insieme al tutorial è un tentativo di dare spiegazioni brevi ma sufficientemente esaustive a chi si sta avvicinando al progetto, fornendo una panoramica generale dello stesso. («Ricordiamoci di inziare a lavorare sulle FAQ»).

Feature [pl: features; varianti: fitur, ficiur, ftr]:

da ing. to feature che significa "presentare", "apparire sulla copertina", quindi articolo prominente, principale. Sono i pezzi pubblicati nella colonna centrale del sito, scritti collettivamente nelle mailing list adibite, e con lo scopo di essere una facilitazione alla lettura del newswire e non una produzione editoriale delle/degli attiviste/i che mantengono il sito.

Featurismo:

attitudine degenerativa, per cui apparentemente fare Indymedia si traduce solo nel produrre features da includere nella colonna centrale del sito («Mi sembra che ultimamente stiamo soffrendo di featurismo». Tradotto, significa che ho l'impressione che ci stiamo dedicando forse troppo esclusivamente all'aspetto editoriale, e meno a quello "politico", o comunque "progettuale").

Feed:

scrivila!

Hiding [anche, ortograficamente scorretto: hidding]:

da ing. to hide, propriamente "nascondimento". Procedura attraverso la quale uno degli amministratori del sito rimuove un post del newswire dall'elenco di quelli visibili. L'operazione di hiding segue le norme incluse nella policy editoriale. («Per me se volete fare hiding di ste cose, fate, non posso certo navigare contro tutti»; «Aggiungere alla policy di hiding: insulti, minacce personali»).

IMC :

da ing. acronimo di Independent Media Center, cioé "Centro Media Indipendente" (CMI). Ciascuno dei nodi locali (nazionali o regionali/cittadini) facenti capo al network Indymedia. Indica sia un sito web di Indymedia che un mediacenter. («Come sviluppare un processo di approvazione di nuovi IMC»; «Traduzione delle notizie - perché siano fruibili anche dagli IMC stranieri»; «Coordinarci con IMC Palestina e con gli attivisti e osservatori internazionali»).

IMHO:

acronimo da ing. In My Humble Opinion, ovvero "secondo la mia umile opinione". Quindi: a mio avviso. («Indymedia senza spazio open_publishing cessa di essere Indymedia, imho<0187; «<i>E' un segnale abbastanza chiaro, imho»).

Indyano/a:

partecipante a Indymedia, attivista impegnato nello sviluppo del progetto IMC. («Ciao a tutt*, quanti indyan* vengono a Roma il 19 per la manifestazione?»; «Qualche indyano italiano sta facendo, come me, le valige per Porto Alegre?») In inglese: Imcer; in spagnolo: Imcista.

Indyphilosophy [anche scritto "Indy Philosophy"]:

parola composta da Indy, ovvero Indymedia, e Philosophy, da ing. "filosofia". Indica quell'insieme di criteri e modi di intendere il fare informazione e il fare attivismo politico propri di ogni nodo della rete di Indymedia e che si reggono, principalmente, sui concetti di informazione dal basso basata sulla pubblicazione aperta, slegata dai poteri economico-finanziari e politico-istituzionali; decentramento, autonomia, orizzontalità e autogestione dei nodi locali nei rapporti sia interni che con la rete globale, il cui scopo è «fornire una radicale, accurata e appassionata esposizione della verità». («Al meeting esporremo, in breve, l'indy_philosophy»).

Mainstream:

da ing. letteralmente "flusso principale". I media mainstream, definiti elitticamente "i mainstream", sono tutti quelli sottostanti alle logiche dominanti nel sistema sociale (capitalismo neoliberista globalizzato). Come parziale sinonimo sono usati i termini "corporate" (corporativi), "ufficiali", "commerciali", "istituzionali". Ad essi si contrappongono i media alternativi, indipendenti. («Io penso sarebbe utile un workshop su come funziona il mainstream: conosci il tuo nemico»; «Nessuna assemblea indyana ha mai escluso rapporti di indymedia con media mainstream»; «Dove cazzo sono tutti i fantastici contatti che ci si diceva di avere con i super amorevoli media mainstream? li volgiamo usare una volta che servono?»).

Mediacenter:

in origine media convergence center, cioé "centro di convergenza dei media". Struttura (auto)allestita - e autogestita - in occasione di eventi o manifestazioni, per la produzione collettiva di materiali multimediali, da parte di attivisti impegnati in ambito di media indipendenti. («Si sta lavorando alla costruzione di un mediacenter direttamente in piazza, con possibile connessione adsl»; «Una decisione di indymedia italia di costruire un mediacenter in un posto anziché in un altro, per i modi in cui é strutturato il movimento italiano, vorrebbe dire per me uno schieramento»).

Mediattivista:

termine generico, molto in voga, utlizzato per designare chi fa attivismo all'interno dei media, o usando in un qualche modo i media, soprattutto se in maniera multimediale («Howto del mediattivista: fare un vademecum che insegni alle persone come fare media all'interno del movimento»; «Il mediattivista in questione é stato citato sui giornali come 'giornalista' di indymedia»; «La mia premesa é che sono un mediattivista che partecipa a indymedia, ma che non parlo a nome di indymedia ma solo a titolo individuale»).

Metodo del consenso:

E' un metodo anti-autoritario e orizzontale attraverso cui Indymedia dichiara di voler prendere ogni tipo di decisione riguardante il lavoro collettivo all'interno del progetto. E' un metodo che tende a non cancellare con la vittoria maggioritaria le posizioni minoritarie, ma tende a raggiungere una posizione condivisa da tutte/i o, quando non è possibile, dal maggior numero possibile. Si regge sullo sforzo dei partecipanti alle discussioni di cercare la via condivisa e su un'abbondanza inquantificabile di buon senso. Ha diversi limiti e le sue sfumature sono svariate e il modo di applicarlo, inoltre, è in continua evoluzione («Se i limiti del consenso sono ovvi a tutt*, è altrettanto vero che nessuno è stato capace di proporre un metodo migliore che non fosse autoritario»).

Moderazione:

pratica di limitazione degli interventi, piú o meno formalizzata. Automoderazione: pratica totalmente autogestita, e fermamente anti-autoritaria, di moderazione, in cui ciascuno da il proprio contributo in termini di auto-controllo dei propri interventi (numero, dimensioni, tono), e si evita che qualcuno interpreti il ruolo del moderatore. Invito: «Automoderiamoci!».

My two cents:

da ing. letteralmente "i miei due centesimi". Espressione usata di solito dopo una affermazione, o al termine di una e-mail, mira a ridimensionarne la portata. Parafrasando, significa: 'è la mia opinione, e non vale poi molto' (varianti: «Le mie due lire»; «Le mie due torte... oggi mi sento nonna papera»).

Network:

da ing. letteralmente "rete". Indica una specifica modalità organizzativa, distribuita, a nodi. In Indymedia "IL network" è la rete internazionale degli IMC. («La lista commonwork sta lavorando sul ripristino dei summary delle liste, per migliorare la comunicazione nel network»; «In sinceritá non penso che la discussione debba vertire su ford e non ford, ma su quali sono i criteri e se ce ne sono per accedere a fondi e finanziamenti per il network e per i progetti che vogliamo sviluppare»).

Newswire [abbreviato anche in "nw"]:

da ing. filo delle notizie. E' la sezione a pubblicazione aperta dei siti appartenenti alla rete di Indymedia. («Sono pro rating-voto per valorizzazione del newswire»; «Il newswire è troppo veloce e troppo continuo e troppo partecipato per essere costantemente analizzato discusso e validato da un gruppo di gestione (per quanto abile e aperto)»; «Mi vedo anche costretto a scontrarmi con la realtà del newswire»).

Open Publishing [abbreviato anche con "op"]:

da ing. pubblicazione aperta. Cardine filosofico del progetto IMC. Nella pratica, si traduce nel fatto che gli utenti possono pubblicare liberamente, senza alcun filtro, i propri contributi sui siti web del network Indymedia. («Il bello di indy sta proprio nell'open publishing»; «Informiamoci su come l'open publishing viene gestito dagli altri imc»).

Outreach:

da ing. letteralmente "raggiungere fuori". Promozione di iniziative che socializzano il progetto, finalizzate al coinvolgimento nello stesso di nuovi partecipanti. («Se qualcosa ci dobbiamo rimproverare è di non avere sufficiente tempo per fare un po' di 'outreach', di coinvolgimento di tutt* coloro che hanno vogliono partecipare ma ancora non ci si sono buttat*»; «Ho proposto piú volte di approfittare del meeting perché fosse anche un momento di outreach»).

Paletti:

1. le linee guida della policy editoriale del newswire. Limitazioni, che i contributi pubblicati non possono eccedere, pena il loro nascondimento («Dò per scontato che anche sul forum valgano gli stessi paletti del newswire: niente post razzisti, sessisti o fascisti»; «Applicare i nuovi paletti di policy»). 2. i principi di base di Indymedia Italia, che nella pratica si traducono in standard condivisi, per affrontare situazioni specifiche rispettando la sensibilità prevalente dentro la comunitá («Dobbiamo essere in grado di evolvere senza però venire meno ai pochi paletti che ci siamo sempre dati altrimenti cessiamo di essere indy e diventiamo altro in generale e nello specifico»; «Data la confusione una minifeature in cui si spieghi per bene l'op gli altri paletti etc»; «Non mi sembra una cosa che abbia infranto chissà quali paletti»)

Pls:

contrazione della parola inglese please, che significa "per favore". Viene scritto anche "plz" e "plis". («Non travisiamo e non iniziamo a sclerare plz»; «Chi ha materiali li mandi, pls»).

Policy (editoriale):

linee guida elaborate per gestire in modo coerente il newswire del sito - definire quali tipi di articolo possono essere nascosti, modificati o completamente eliminati dal server tramite intervento degli amministratori («Una policy un po' più ampia, antiautoritarismo come diceva romano e insulti espliciti»; «Secondo me la scelta di attivare il forum e di restringere un filo la policy del newswire sono provvedimenti ok per migliorare il nw»).

Post:

articolo pubblicato nel newswire di un sito di Indymedia. Ne deriva il verbo "postare", italianizzazione di to post: pubblicare nel newswire del sito. («Usare il rating system di active x votare posts da inserire nel newsblast?»; «Qualcuno ci ha denunciato per un post sul newswire»; «L'articolo che hai postato sul newswire è stato reindirizzato al forum»).

Process:

1. Procedura attraverso la quale si chiede al network internazionale l'apertura di un nuovo IMC («IMC Emilia Romagna ha inviato il form di richiesta alla lista newimc ed è già stato assegnato un tutor per il process»). 2. Procedura, modo di procedere. Modalitá di gestione e sviluppo del progetto, il modo in cui si fanno le cose. E' una delle parole chiave della comunitá di Indymedia. («Per molti questa iniziativa pone un problema di process»; «Rispettare i tempi e il process per permettere alle persone di lavorare con tempi umani»). 3. Sezione (categoria) del sito che ospitava (in Indymedia Italia 1.0) i "meta-materiali" dell'IMC, ovvero i testi che descrivono pratiche e modalitá di azione di Indymedia («Mettiamo questo pezzo da qualche parte su process o nelle faq o dove volete»).

Pubblicazione aperta:

Open Publishing

Quoting:

da verbo ing. to quote, letteralmente "citare", "riportare". Italianizzato: "quotare". E' la (buona) pratica di citare in una propria mail il paragrafo preciso al quale di intende rispondere, facilitando così, specie nelle discussione lunghe e molto partecipate, la lettura e l'eventuale facilitazione, tutte cose che concorrono in positivo per accorciare i tempi di risoluzione della discussione. E' buona norma lasciare sempre un rigo bianco prima di inserire il proprio contributo dopo la citazione («Impariamo a quotare!»). "Quotare bene" significa evitare sia il null quoting, ovvero riportare tutta la mail e poi scrivere di seguito il proprio intervento vago e generico, ma allo stesso tempo anche il no quoting, ovvero non quotare nulla e poi scrivere una risposta fortemente legata a quello che è già stato detto.

Roll call:

da ing appello, chiamata. Utilizzata per verificare quali tra gli iscritti di una mailing list sono effettivamente attivi in un dato momento («Sto per mandare in lista traduzioni la richiesta di roll call»)

Silenzio assenso:

pratica di costruzione del consenso rispetto a un qualche tema attraverso approvazione implicita: si considera che chi non dice nulla (contro) è d'accordo. Prassi introdotta per limitare il traffico. («Credo ci siano occasioni in cui il silenzio assenso non è funzionale, e sarebbe bene che tutti esprimessero la loro opinione»; «La lista usa il metodo del silenzio assenso per autoregolarsi, cioè se nessuno obietta in 24-48 ore una traduzione, l'offerta di tradurre un certo articolo, ecc sono accettati così come proposti»).

Silenzio assenzio:

designazione ironica dell'attitudine a non esprimersi su questioni rilevanti, quando comune, il che rende difficile capire qual'è la valutazione che la comunità fa di una qualche questione. («Per me era implicito che se non dicevo niente era perchè il lavoro mi garbava...non era questo il silenzio assenso (assenzio)?»)

Smazzarsi:

prendersi la responsabilitá, incaricarsi di fare una qualche cosa. («Il gruppo di lavoro su new-imc cerca appunto volontari x smazzarsi le varie nuove richieste, anche europee»). Sinonimo di accollarsi.

Solid:

abbreviazione per in solidarity, ovvero: con solidarietà. («Solid + rage»; «baci e solid»; «solidarity + respect»).

Techie [pl: techies]:

tecnico, persona che ne capisce di informatica, usato anche come aggettivo. Cura, con i colleghi, il lato di sviluppo, implementazione, e controllo del software - e alle volte anche dell'hardware - su cui girano il sito e gli altri servizi telematici offerti dall'IMC. Detto anche "geek" o "smanettone". (Quasi) tutti i techies di indy sono anche hackers. («Mini assemblea techie per decidere quando e come fare la migrazione»; «Ho parlato con un techie spagnolo che mi ha detto che anche loro a breve vogliono passare a sf»).

Thread:

da ing. filo. E', appunto, il "filo della discussione", quindi il susseguirsi di messaggi, uno in risposta all'altro, che riportano tutte lo stesso oggetto (o subject) e vertono, perciò, sullo stesso argomento. E' anche usato, pertanto, come sinonimo di "argomento" o "discussione". Può essere scritto anche "tred" oppure "3d".

Tutorial:

testo introduttivo, di spiegazione, aiuto alla comprensione e all'utilizzo. Assieme alle FAQ, costituisce il tentativo di spiegare in modo sistematico metodi e pratiche adottate dalla comunitá di Indymedia Italia («Questo é quanto scritto nel tutorial sotto la voce 'trucchetti relazionali'»; «Il vecchio tutorial è obsoleto rispetto alla nuova documentazione»).

Uploadare:

italianizzazione del verbo inglese to upload. Pubblicare in rete; letteralmente "mettere su". («Pubblicata feature. difficoltá ad uploadare i video, ne abbiamo già pronti un paio»; «Se qualcun porta computer per montare potremmo anche realizzare servizi da mandare in giornata e da uploadare su indy»). Contrario di "downloadare", italianizzazione del verbo inglese to download, letteralmente "tirare giù", ovvero "scaricare" qualcosa dalla rete.

Wiki:

piattaforma per la scrittura collaborativa su web (phpwiki, twiki, ..) («Sono daccordo per lavorarci insieme e per aprire pagina su wiki»; «Ti va di iniziare a buttare giu' qualcosa? magari su wiki, così imparo a usarlo»).

Work in progress:

da ing. letteralmente "lavori in corso". Viene inserito su una pagina web per indicarne lo stato provvisorio, o comunque costantemente sottoposto a modifiche. Spesso nell'espressione inglese Still work in progress, letteralmente "ancora lavori in corso", spesso per indicare la continua evoluzione di un progetto.

Y:

pratica di "indyanizzare" le parole convertendo in "y" una "i" interna al vocabolo. («I vari produttori di video indyani»; «Questa è la proposta degli indyani oltreoceano»).

+una cosa, -un'altra cosa:

inizialmente il gioco era un divertissement linguistico, e consisteva nell'accoppiare, opponendole, parole che si differenziassero per una sola lettera («+ mani, - nani»; «+polline, -palline»). Con la sua diffusione si è tramutato in un contenitore piú generico, di slogan, concisi e solitamente divertenti («+baratti, -petrodollari»; «+mediautismo, -chiacchiere»).
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