ImcItaly2Punto0
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Indymedia Italia 2.0
Nel dicembre 2006 indymedia italia ha deciso di sospendere la pubblicazione sulle sue pagine, nell'intenzione di marcare una radicale discontinuità nel percorso politico che la comunità stava seguendo.
La necessità di far divenire questo strumento più automatico e meno diretto da gruppi costituiti fornendo la possibilità di partecipare direttamente alla segnalazione di notizie fuori policy ci ha spinto a cercare nuove modalita di creazione dell'informazione attraverso la valorizzazione degli apporto esterni alle liste rendendo possibile e dando gli strumenti agli stessi utenti per creare feature oltre che alla pubblicazione nel N.W.
La decentralizzazione trova nei nodi un primo passaggio utile alla miglior razionalizzazione del sistema ma con l'intento di far divenire ciascun utente parte attiva e/o propositiva assurgendo al valore che il singolo ha nel contribuire alla creazione dell'informazione, Non a caso molti post del N.W., da alcuni nodi locali, vengono riconosciuti come propositivi per feature a tema.
Tutto ciò non vuole porsi in antitesi al valore del lavoro collettivo od alla necessita di modalita di confronto e dialogo in liste ma semplicemente far divenire indymedia un media alla portata di tutti a prescindere salvo che per elementi contrari alla policy.
Un'altro questione importante risiede nel voler, seguendo strade e linee diverse, cercare le migliori soluzioni adattative alla realta dell'autoproduzione dell'informazione mettendo a confronto i risultati ed i lavori svolti dai vari nodi ma non con una volonta uniformatrice ma semplicemente come un continuo progetto propositivo autoinnovante.
Per questo anche se essenziale una comunità ampia si vorrebbe ridurre le prerogative a prescindere dei gruppi in lista nei singoli nodi per puntare a tutte le creazioni che effettivamente trovano una valida collocazione nel media.
La crisi che il network italiano attraversava e che ha portato a questa decisione è stata determinata dai seguenti fattori:
- il non funzionamento del metodo del consenso utilizzato nelle liste;
- il dissolvimento di indymedia italia come comunita';
- il crollo del livello di partecipazione e della consapevolezza dello strumento;
- la conseguente burocratizzazione di alcuni ambiti decisionali ad esempio italy list e italy editorial editorial;
- la parziale arretratezza dello strumento nel panorama del cosiddetto "web 2.0"
Sta di fatto che, nonostante l'incontro torinese fosse stato molto partecipato (e la decisione della chiusura altrettanto sofferta) il congelameto del sito ha sollevato delle perplessità in italy list, strumento decisionale di indymedia italia. La discussione che ne è seguita, non sempre costruttiva, non ha fatto altro che sottolineare il cattivo utilizzo del metodo del consenso (spesso ne più ne meno che un modo per esercitare il diritto di veto) e la mancanza di fiducia tra i diversi appartenenti al network.
Per una trattazione più approfondita delle cause e delle motivazioni che hanno portato al congelamento del sito si faccia rifermimento al
report del Meeting X.
Sta di fatto che, nonostante l'incontro torinese fosse stato molto partecipato (e la decisione della chiusura altrettanto sofferta) il congelameto del sito è stato attuato con notevole ritardo a causa delle perplessità sorte in italy list, strumento decisionale di indymedia italia. Il protarsi della discussione non sempre costruttiva non ha fatto altro che sottolineare il cattivo utilizzo del metodo del consenso (spesso ne più ne meno che un modo per esercitare il diritto di veto) e la mancanza di fiducia tra i diversi appartenenti al network.
Mentre il nuovo process nazionale stentava a decollare, gli attivisti e le attiviste della vecchia indymedia italia hanno cominciato a riaggregarsi intorno a comunità più ristrette, geograficamente determinate, dando l'avvio a percorsi separati che hanno portato all'attuale strutturazione dei diversi imc italiani.
La chiusura di Indymedia Italia
Dall'Independent media center Italia alla rete degli Imc italiani.
Il processo che ha portato la sospensione del progetto Indymedia Italia e la sua riconfigurazione in termini differenti, nasce da alcune considerazioni che nell'ultimo anno sono state condotte dalla rete degli attivisti che si sono impegnati nella ridefinizione del progetto. Schematicamente eccole elencate.
La dissoluzione della comunità
Indymedia Italia ha puntato costantemente alla costruzione ed al mantenimento di una comunità nazionale in grado di consentire una pluralità di linguaggi e l'incontro di differenti esperienze di resistenza e pratica politica in Italia, oltre che alla narrazione collettiva a partecipata della realtà. Negli ultimi anni la comunità era una semplice scatola vuota, una definizione di una realtà che non esisteva più. Una sola comunità unificante e totalizzante ed un solo spazio entro cui far rientrare ogni differenza, tutelandola in quanto tale e in quanto minoranza attraverso la pratica di un metodo del consenso, non risultava essere più sufficiente e soddisfacente. Una lista generale (italy-list) ed una ed una editoriale (italy-editorial) non riuscivano più ad essere i contenitori delle energie e delle spinte che derivavano dalle singole comunità territoriali, e divenivano strumenti conservativi dello status quo e tendenti al blocco di ogni innovazione tecnica, metodologica e politica.
D'altro canto l'emergere progressivo di singole comunità in aree territoriali definite (regioni, grandi città, ecc) si contrapponeva al “nazionale” in chiave oppositiva: il conflitto in quanto tale, non veniva percepito più come spinta al cambiamento e possibile prassi in grado di rinnovare il progetto, ma come contrapposizione tendente all'annientamento dell'”altro”, giocato spesso a livello di sottocomunità.
La maggiore facilità di incontro e di elaborazione che permetteva la vicinanza geografica, era un fattore determinante nella formazione di “sentire comuni” geograficamente determinati e non condivisibili a livello nazionale.
La chiusura del sito di Indymedia Italia non è stata, in questo senso, altro che la presa d'atto di tale situazione e la necessità di ritrovare le forme e le modalità per rilanciare il progetto.
La rete italiana di indymedia nasce dalla riflessione sopra questo concetto. Un progetto come un centro di media indipendenti, necessita di una comunità in grado di essere da stimolo e luogo di riflessione ed azione. I gruppi locali in grado di vedersi con maggiore frequenza e di discutere su temi e questioni locali e non con più facilità, possono assolvere a questa mancanza. Nelle singole comunità di indymedia dove si è costruito un nodo territoriale, pur nella conservazione della pluralità di vedute e sensibilità, si riescono a condurre discussioni ed elaborazioni maggiormente coinvolgenti e produttive. Il maggior coinvolgimento non vuol dire necessariamene minor differenza di vedute o minor conflitto, ma che differenze e coflitti vengono utilizzati come spunti di crescita e non come problemi o empasse.
Il ritorno della comunità
Il fatto che oggi esistano in Italia una decina di comunità che fanno parte di uno stesso progetto con modi e tempi diversi, non significa che non esista oggi una volontà di cooperare e costruire un progetto nazionale che guardi oltre le singole specificità.
La nuova configurazione del network, nata un po' per caso e un po' a seguito di rielaborazioni locali, porta alla considerazione di un modo diverso d intendere Indymedia: non una comunità singola ma una pluralità di comunità, non la ricerca di cooperazione all'interno di un solo progetto ma una cooperazione tra progetti simili che individuano una unicità d'intenti, nella reciproca autonomia.
Nasce in questo modo Indymedia 2.0, che trova nel connubio tra esigenze collettive locali e progettualità comune la sua forza e la sua novità.
Una comunità, in questo senso, vissuta non come limite ma come opportunità.
Un nodo della rete
Ogni rete ha dei nodi ed ogni nodo non è altro che un singolo tassello con eguale dignità degli altri. Indmedia Italia si configura in questo senso come un nodo della rete italiana di Indymedia, nel quale far confluire necessità ed energie tese alla copertura e alla elaborazione collettiva diversa da quela locale. Un nodo “primus inter pares” nel quale convogliare, nel rispetto dell'autonomia dei singoli progetti, il flusso di informazione che ogni singolo Imc territoriale produce.
Un nodo della rete che permetta di raccogliere il caos comunicativo prodotto da 10 indymedia e di renderlo fruibile.
Il Web 2.0
Comunicazione 2.0, tra produzione e fruibilità
Partiamo da una considerazione: oggi, nel web cooperativo e sociale il problema non è più il dove pubblicare il proprio contenuto. Migliaia di servizi e possibilità di tipo differente permettono a chiunque di pubblicare, uploadare, editare informazioni online. Il fatto che per la maggior parte si tratti di luoghi commerciali che traggono profitto proprio dai contenuti caricati da migliaia di intelligenze che nulla hanno in cambio, non scoraggia nessuno.
Oggi le esigenze sul web non sono più dunque solo riguardanti i luoghi dove pubblicare un contenuto, ma soprattutto concernono le possibilità di fruizione dei contenuti stessi. Tanta informazione equivale a nessuna.
In questo senso Indymedia 2.0 si configura come progetto tendente alla ricerca di modalità di comunicazione libera, attraverso queste caratteristiche:
- L'anonimato e l'assenzadi log, perchè se esistono migliaia di possibilità di pubblicazione, è vero che praticamente nessuna tutela la privacy e il diritto a non diffondere le generalità di chi condivide il contenuto
- La libertà di pubblicazione dietro una policy comune, e la tutela che qualsiasi contenuto pubblicato non verrà cancelato o censurato, ma semplicemente (se non in policy) nascosto. La maggior parte dei social media preferisce invece procedere all'eliminazione dei dati, se ritenuti scomodi per qualcuno o qualcosa.
- La possibilità di gestire e personalizzare il flusso informativo secondo le proprie esigenze e necessità, in modo da facilitare l'accesso ai contenuti e limitare il caos derivante dalla troppa informazione (che puo' anche semplicemente essere un minor tempo di visualizzazione delle notizie che scompaiono troppo in fretta).
La nascita dei nodi
A partire dai primi mesi del 2007 sono quindi nati dei process locali, da parte di gruppi di attivisti che componevano Indymedia Italia. Questo processo di ridefinizione locale delle modalità di lavoro e di collaborazione, ha portato alla nascita di nodi del network di indymedia, geograficamente e territorialmente definiti. Sono nati nel 2007
Indymedia Toscana,
Indymedia Napoli,
Indymedia Piemonte,
Indymedia Emilia Romagna,
Indymedia Lombardia,
Indymedia Roma,
Indymedia Liguria,
Indymedia Calabria. Sta completando le fasi del process internazionale Indymedia Abruzzo.
La nascita dei nodi territoriali di Indymedia ha progressivamente ridefinito l'ottica e l'approccio con il mezzo indymedia, che è sato ricostruito su base locale, all'interno dei conflitti e delle contraddizioni locali. Nel
meeting a Roma, lo scorso novembre si sono quindi gettate le basi per una nuova struttura delle indymedia italiane.
Il disgregarsi di Indymedia Italia in tante indymedia autonome tra di loro sotto diversi aspetti è naturalmente continuo oggetto di critiche e riflessioni: è indubbio che viene meno un canale di input/output di informazione massicciamente usato e una folta comunità formatasi durante gloriosi 7 anni costellati da numerosi tentativi di chiusura da terzi.
E' altresi importante però capire i vantaggi del frazionamento: collettivi meno numerosi per costruire i contenuti, vivibili nella vita reale e non solo attraverso le liste, maggiori possibilità di legare con il territorio, siti che possono essere modificati nelle loro funzionalità in maniera più aperta e reattiva, newswire più localizzati con meno frequenza di aggiornamento ma anche meno "rumore".
La nuova struttura
La nuova struttura del network italiano di Indymedia si è quindi costituita secondo diverse funzioni di cui si sentiva la necessità:
# Aggregazione : La connessione di contenuti dagli imc italiani e da progetti affini e la facilitazione della fruizione del flusso comunicativo. Una facilitazione non redazionale ma che prende il via dall'esigenza di rinnovare l'esperienza anche alla luce delle modifiche del web. Oggi il problema non è solo dare la possibilità di pubblicare, ma anche fornire delle possibilità di ordinare il flusso di informazioni e di creare una rete di informazioni indipendente.
# Eventi : Indymedia Italia come nodo del network internazionale, al pari dei vari imc italiani, ma con funzioni e particolarità specifiche, dettate dalla sua specificità. Italy come Primus inter pares che puo' svolgere ruoli particolari che un imc territoriale non puo' fare. In particolare discussioni e elaborasioni su
- Questioni nazionali ritenute importanti (mobilitazioni e manifestazioni nazionali)
- Situazioni di particolare rilevanza
# Connessioni internazionali per ritornare a riallacciare i
rapporti con il network ritornando a sviluppare una progetualità che si
snodi anche attraverso le relazione internazionale
Si è quindi deciso di far uscire dal coma indotto Indymedia Italia rendendolo punto di aggregazione dei contenuti prodotti dagli indymedia di lingua italiana e non solo, sia a livello di newswire sia a livello di feature.
L'evoluzione del web, la trasformazione del concetto di
open publishing in
user generated content, la prolificazione di blog e piattaforme, sempre più gestibili, di informazioni comportano una maniera diversa di ripensare Indymedia, che in questo momento si propone di essere punto di aggregazione di diversi media antagonisti.
Funzionamento dell'aggregatore
# La parte tecnica : Descrizione della parte tecnica sviluppata con il software MIR
in lavorazione qui
- Indy Italia ha deciso di utilizzare Mir come puro aggregatore di contenuti in una logica di assoluto rispetto delle autonomie dei nodi. L'aggregatore non può scavalcare in alcun modo le decisioni assunte dal nodo locale e non possiede alcuna "redazione".
Strumenti di lavoro
# Colonna centrale :
- Una feature "in evidenza", spazialmente in alto nella pagina, sopra a tutto. I contenuti presenti possono essere semplici cappelli di diverse feature locali oppure feature elaborate collettivamente in una lista apposita, attraverso una discussione non solo locale ma nazionale. Questo tipo di contenuti viene eleborato nella lista Italy-content, attraverso la scrittura collettiva.
- Subito sotto una divisione in 3 colonne dove aggregare le features provenienti dagli imc di lingua italiana, essendo presenti anche i contenuti di Indymedia Svizzera e le traduzioni (non sempre complete) di Indymedia.org. Questo spazio sarà suddiviso in base all'argomento della feature:
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- Locale - Ovvero le features che i nodi locali ritengono legate al proprio territorio e quindi geograficamente definite.
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- Nazionale - Ovvero i contributi e le features di carattere nazionale prodotte dagli imc italiofoni.
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- Internazionale - Ovvero le features che riguardano argomenti internazionali prodotte dai nodi italiani, da indymedia.org e da indymedia svizzera.
La nuova struttura di Indymedia Italia vuole conservare la ricchezza della scrittura collettiva che verrebbe effettuata in una lista apposita: Italy-content. In una sua prima sperimentazione la lista nasce come spazio collaborativo tra imc locali. Si è pensato di sperimentare questa differente modalità di costruzione dei contenuti, memori del fatto che uno dei problemi di Indymedia Italia è stata la Lista Editorial e la sua degenerazione. Tale lista aveva infatti perso le sua caratteristiche di collaborazione nelle differenze e seguendo logiche che avevano poco a che fare con il consenso. Si vuole dunque puntare a recuperarne gli aspetti collaborativi e positivi, sperimentando la produzione di contenuti su iniziativa dei nodi territoriali, lasciando tuttavia aperta a tutti l'iscrizione e la partecipazione a tale lista.
- Subito sotto, un luogo dove aggregare i feed da altri siti affini. Sono stati individuati per ora i seguenti possibili siti affini per policy e progettualità:
# Newswire Aggregazione dei feed dai nodi italiani di indymedia. Con le seguenti caratteristiche:
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- Newswire quadripartito: divisione del newswire in 4 tipologie di contenuti, trasversali a tutti i nodi: News | Opinioni | Reposting da altri media | Comunicati. Stiamo implementando altre possibilità di visualizzazione.
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- Inserimento dei post in 6 macroaree tematiche, che tengono conto delle specificità delle categorie dei nodi
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- diritti e lotte sociali (casa, lavoro, antiproibizionismo, antifascismo, antipsichiatria, gender ...)
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- ambienti, animalismi ed ecologie
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- sistemi e processi repressivi (carcere, processi, poteri ..)
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- saperi (studenti, hacking)
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- processi globali (migrazioni, guerre e conflitti, mafie)
A loro volta, in una pagina a parte, si costruirà un'albero di corrispondenze delle categorie degli imc nazionali che renda conto della complessità, specificando le reciproche scelte.
# Liste di coordinamento
- Italy-list - Gestionale - Discussione di carattere generale (apertura nuovi imc, finanze, merchandising, problemi politici)
- Italy-content - Luogo di produzione edi contenuti e collaborazione tra imc - Ad iscrizione libera, con archivi pubblici
- Italy-tech - luogo di coordinamento tecnico per aggregatore e cms usati dai vari siti, nonchè per la gestione del server.
- Italy-legal - questioni legali
La policy e le linee guida di aggregazione
Le linee guida di aggregazione
1 - Il riconoscimento della necessità di un ambito collaborativo che
superi le pur importanti specificità dei nodi territoriali offrendo un
luogo ulteriore di sintesi di quanto viene prodotto dai nodi stessi.
2 - La necessità di tutelare il diritto alla privacy e all'anonimato nei
confronti di chi scrive, legge e visita indymedia
3 - La necessità di tutelare i contenuti prodotti, qualsiasi essi siano,
attraverso lo strumento dell'hiding (nascondimento). Da ciò ne consegue il
rifiuto della cancellazione di contenuti e dell'intervento sui post
prodotti da parte degli amministratori del sito (che non siano dati
sensibili, di cui sopra).
4 - La pratica tendente alla formazione di reti di attivisti che agiscono
in quanto singoli, il più possibile liberi da legami identitari e il rifiuto della creazione di collettivi chiusi o essi stessi identitari
5 - La riaffermazione di Indymedia come "metodo", da cui ne consegue il
fatto che è plausibile che di indymedie ne esistano più di una su di un
territorio (come ad esempio l'italia) e che il valore aggiunto a queste
esperienze è quello che le porta a collaborare e intessere reciproche
contaminazioni.
6 - La necessità di riaffermare i rispettivi ambiti di autonomia e
sperimentazione, che nella vecchia italy si erano persi per via della
burocratizzazione dell'esperienza
7 - La presenza di una policy conosciuta e condivisa da chi partecipa ad Indymedia Italia.
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